1997-2001 the first ‘golden years’

La formazione di inizio 1997 è dunque quella che resterà praticamente immutata fino ad oggi: Andrea Torello basso e voce, Marco Fazio batteria, Pasquale Aricò tastiere e voce, Michele Torello chitarre, Daniele Olia chitarra e voce.  A Marzo i Qirsh suonano all’ “Hollywood Concert” organizzato al Palasport di Genova, c’è a disposizione un mega palco con mega luci e mega fumi, e i Qirsh devono riempire la mezz’ora che precede l’intervento comico di Beppe Grillo; l’occasione è ghiotta per ripetere l’esperimento psichedelico dei ‘Pozzi’ di 2 anni prima: suite di 15 minuti con tutti gli effetti sonori a disposizione.. e nuovamente una risposta prevedibile da parte del pubblico: il gelo che scende sul Palasport. Ma era di nuovo una sensazione eccezionale  (secondo il motto “bene o male, purchè se ne parli”). Peraltro non mancarono momenti comici in quell’esibizione, come ad esempio Marco che si inciampa e cade sul palco, Daniele che si perde nel fumo e non sa più da che parte si trova il microfono, Pasquale che sbaglia i nomi dei compagni durante la presentazione finale. Ma forse la cosa più divertente fu vedere Marco che, già due ore prima dell’esibizione della band, riesce in qualche modo ad impossessarsi del microfono e affiancare i presentatori ufficiali nella conduzione della serata, finendo poi col sovrastarli di parole e trasformando l’Hollywood Concert quasi in uno show personale. Quindi fu una serata indimenticabile per vari motivi

Ma la vera ‘svolta’ quell’anno era arrivata a Gennaio: durante una serata-concorso alla discoteca “Crazy Boy” di Centallo (Cuneo), i Qirsh vengono notati da Fabio Caprile, direttore della casa discografica indipendente “Edizioni Musicali Bottega d’Arte”, che si appoggia a Radio Belvedere di Mondovì. Caprile è colpito dai brani presentati quella serata e propone alla band il suo primo vero contratto discografico:  registrazione in studio, iscrizioni dei brani alla SIAE, distribuzione dell’album (rigorosamente su musicassetta, in ben 200 copie.. che ai giovani Qirsh sembravano un numero stratosferico).  Dunque nell’estate 1997 i Qirsh siedono in sala d’incisione, a Mondovì, alternando le registrazioni con concertini presso alcuni stabilimenti balneari della riviera, da Varazze ad Alassio. Il parto dell’album è travagliato, non solo a causa del caldo afoso della pianura padana in luglio, ma anche perché alcuni alluvioni estivi fanno allagare più volte lo studio di registrazione costringendo il gruppo a pause forzate. I Qirsh ignorano quei segnali della Natura, e nel giro di due mesi, grazie alla pazienza dei tecnici del suono Augusto Mascarello (già fonico degli Afterhours) e Alessandro Manzoni (stesso nome dell’autore dei ‘promessi sposi’), vengono date alla luce le 10 canzoni dell’album, che verrà intitolato “Una Città per noi”. Il missaggio si rivela complicato , soprattutto per quei brani più elaborati (“Notizie dalla Città”, “Alla luce del sole”, “Psycho”) che occupano 24 piste di mixer e fanno arrabbiare il tecnico Augusto (a cui piaceva solo il punk e odiava tastiere ed effetti).  L’album viene impreziosito dalla partecipazione di Marco Biaritz (giovane chitarrista piemontese già all’opera con Eros Ramazzotti), che essendo di passaggio negli studi in quei giorni si ferma ad ascoltare le registrazioni e decide di lasciare uno strabiliante assolo nel finale di “Goblins”.  Venne il giorno in cui Fabio Caprile consegna al gruppo le prime 100 cassette (i Qirsh si occuperanno direttamente della distribuzione in Liguria, mentre Caprile si occuperà di distribuire le altre 100 in Piemonte), ma c’è una sgradita sorpresa: la cassetta è stata registrata interamente in mono, tutti gli effetti stereo non si sentono, e l’esplosione finale che chiude l’album sembra piuttosto una pernacchia sorda. Caprile prova a minimizzare (“ma non si nota che è mono” .. “però è bello anche così”) ma si convince presto che le cassette sono da rifare. L’uscita di “Una città per noi” nei negozietti di Liguria e Piemonte verrà accompagnata da un mare di poster pubblicitari a colori, e da una serie di interviste radiofoniche nell’inverno 1997-1998  (Radio Riviera Music, Radio Belvedere, Radio Golfo Ligure, oltre che un’esilarante puntata di “Mr.Rock” a Radio SV Sound, autocondotta dai Qirsh stessi). Nel corso di una trasmissione serale su TeleVarazze i Qirsh provano anche l’ebbrezza del play-back, con microfoni finti e cavi che spariscono sotto il tappeto.. un’esperienza tragicomica.

Nell’album finirono anche due brani scritti dalla (sconosciutissma) coppia di autori Iacomino-Amodio, messi in contatto coi Qirsh tramite una radio ligure, i quali cercavano un gruppo per registrare e portare dal vivo i loro due brani.  L’album “Una città per noi” viene poi recensito da alcuni periodici del settore (Rockerilla, Snort,..) ricevendo commenti dignitosi (perlomeno nessun insulto!). In realtà ci fu un commento negativo: “bruttini i due brani non scritti da loro”..

Nel 1999 i Qirsh vogliono ri-registrare interamente l’album, questa volta per una stampa su CD e in numero maggiore di copie, e quell’estate si chiudono nuovamente negli studi di Radio Belvedere per 3 interi weekend, dormendo in studio la notte su comodi materassini da campeggio; in uno di quei weekend Andrea ha appena subìto la rottura dei legamenti del ginocchio, ma resiste stoicamente (in realtà quella notte si lamenta continuamente per il dolore implorando i compagni di riportarlo a casa, ma tutti, da veri amici, fanno finta di dormire). L’album è quasi finito, ma a quel punto, dove non era arrivato l’alluvione due anni prima,  arrivano i ladri, che di notte razziano tutta l’attrezzatura dello studio. Per fortuna i nastri con il lavoro dei Qirsh vengono ritrovati (forse i ladri lo hanno ascoltato e hanno deciso di lasciarlo lì ..). Ma dove non sono arrivati né la natura né i ladri.. arriva la stessa Radio Belvedere; anzi non arriva .. ma se ne va: la Radio fallisce, e con essa si chiude il capitolo di ‘Una città per noi’   (per la cronaca, dove un tempo sorgeva la palazzina della radio e le sue antenne, oggi c’è un campo d’erba. Praticamente la storia al contrario della via Gluck di Celentano). Non si hanno più notizie neanche delle famose 100 cassette distribuite in Piemonte.. altro futuro materiale per collezionisti!            

             

           

Il quadriennio 1998-2001 è sicuramente il più intenso dal punto di vista ‘live’. Quasi tutte le settimane il nome o la foto dei Qirsh fanno capolino nella pagina degli spettacoli della provincia di Savona o di Imperia. Molte serate nei locali di Alassio, Albenga, Camogli, Finale Ligure, con qualche sconfinamento in Piemonte (Lurisia, Saliceto, ..). La scaletta arriva ormai fino alle tre ore, tra Pink Floyd, Queen, U2, Rem, oltre che agli stessi brani dei Qirsh (ovviamente i meno applauditi) e qualche momento acustico. La ‘tecnica’ musicale a dire la verità non si evolve molto rispetto ai primi anni (un professore direbbe “i ragazzi sono simpatici ma non studiano..” ), i Qirsh non si specializzano in un genere ma preferiscono fare un po’ di tutto, sia per divertirsi, sia per mettere d’accordo i gusti di tutti e 5 , e sia per tenere vivo un repertorio versatile che gli consenta di suonare in realtà anche diversissime tra loro (dal centro sociale Casbah di Savona, a ristoranti/piano-bar della riviera). Nel 1999 vengono tenuti tre concerti a Savona, in altrettante interessanti cornici: ad Agosto sulla fortezza del Priamar, a settembre nei giardini pubblici Villapiana, il 23 Ottobre nella centralissima Piazza Sisto IV.   Altra esibizione da ricordare è l’apparizione di 1 ora al ‘Giuditta Rock cafè’ di Borgio Verezzi (famosa discoteca rock-live di tendenza in quegli anni) nel luglio del 2000. L’anno 2000 si chiude in Piazza Marconi a Savona, suonando sulla porta di una Banca nell’ambito della raccolta fondi per il Telethon  (con Pasquale a lottare con la porta a vetri automatica della banca). Nel 2001, dopo aver festeggiato il 100°concerto, a Giugno i Qirsh fanno una nottata ‘live’ a bordo della motonave ‘La Superba’ in navigazione nel porto antico di Genova  (non fu facile tenere l’equilibrio.. ma l’evento fu molto originale). D’altra parte originalità e problemi di equilibrio erano già stati sperimentati  dai Qirsh poco tempo prima, con la manifestazione ‘Cami-on music’ a Quiliano (SV)..coi Qirsh a suonare su un camion in movimento per le strade. 

Alla carovana Qirsh, almeno per le serate più importanti, si uniscono anche collaboratori e amici a supporto: Pierdomenico Mortara al mixer (non era un mixerista, ma gli avevano detto di stare lì perché faceva scena), Gabriele Folco alle luci  (..cioè agli interruttori che azionavano i nuovi 6 faretti comprati alla Standa, o la macchina del fumo che veniva noleggiata per le occasioni migliori.. e che faceva arrabbiare il padrone del locale di turno) , Paolo Mantero per le riprese video e le foto (che però venivano sempre mosse).  In un paio di occasioni fu ospite sul palco anche Max Fattorini (chitarrista dei Nova Malastrana, importante gruppo prog-metal della scena italiana), mentre per un lungo periodo fu ospite fisso Andrea Veschi, specializzato nel cantare cover di Ligabue.  Lo ‘stage’ cominciava a essere pesante da trasportare (potendo contare solo su 3 umili automobili), impianto di amplificazione completo, batteria 4 tom/10 piatti per Marco, 3-4 tastiere per Pasquale (di cui una sempre spenta) , 2-3 bassi per Andrea (anche se secondo i compagni suonavano tutti uguale), chitarre elettriche e acustiche per Daniele e Michele (ogni volta si dimenticavano di accordare l’acustica, accorgendosene solo durante il live alle prime note di ‘Wish you were here’.. chiedete ai Qirsh se si ricordano quella figuraccia storica al Daubaci.. )  e poi lo stage veniva condito da poster irriverenti, armi medievali appese alle aste dei microfoni, e due immancabili casse di legno con la scritta ‘Qirsh’ che sorreggevano gli amplificatori.

In questi anni i Qirsh si divertono anche con un progetto parallelo, il gruppo demenziale ‘Walter Beccaria e i Luridi’  (dal nome dell’eclettico cantante), ma raccontare anche questa esperienza porterebbe via troppo tempo (e decoro) 

 

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The formation of the early 1997 (which will remain almost unchanged till today) is:  Andrea Torello bass and vocals, Marco Fazio drums, Pasquale Aricò keyboards and vocals, Michele Torello guitars, Daniele Olia guitars and vocals.  In March Qirsh play at the “Hollywood Concert” organized at the Palasport of Genoa, on a big stage with lights and smokes, and they have to fill the half-hour preceding the intervention of the comedian Beppe Grillo; the opportunity is tempting, and  Qirsh repeat the psychedelic experiment of the Disco ‘Ai Pozzi’ of 2 years before : a suite of 15 minutes with all the sound effects available..and again a predictable response from the audience (chill , and few shy applauses). But it was again a great feeling (according to the motto “good or bad, as long as they speak about us”) Moreover, there were comic moments in that exhibition, such as Marco who stumbles and falls on stage, Daniele who gets lost in the smoke and does not know which side is the microphone, Pasquale who made mistakes with the names of his mates during the final band presentation. But perhaps the funniest thing was to see Mark who, within two hours before the performance of the band, somehow manages to get the microphone and starts helping the  official presenters in the conduct of the show, and he ended up with taking over and conduct the show alone. So it was a memorable evening for many reasons

But the real ‘breakthrough’ that year had arrived in January: during a contest at the night-club “Crazy Boy” of Centallo (Cuneo),  Qirsh are noticed by Fabio Caprile, director of the independent record label “Edizioni Musicali Bottega d ‘ Arte, which relied on Radio Belvedere (in the town of Mondovi). Caprile likes the songs presented that evening and proposes to the band its first real recording contract: studio recording, registration of tracks to SIAE, distribution of the album (strictly on cassettes in 200 copies .. that for the young Qirsh looked a stratospheric number). So in the summer of 1997 Qirsh sit in the recording studio, in Mondovi, alternating the recording sessions with concerts at some seaside resorts of the Riviera, from Varazze to Alassio. The birth of the album is troubled, not only because of the hot climate of the Po Valley in July, but also because the recording studios were flooded several times (by nearby water canals) forcing the group to have unwanted breaks.  Qirsh ignore those signals of Nature, and within two months, thanks to the patience of the sound engineers Augusto Mascarello (already cooperating with band ‘Afterhours’) and Alessandro Manzoni (same name as the famous writer of the ‘Promessi Sposi’), the 10 songs on the album get recorded, the album will be named ‘Una città per noi’ (“A City for us”). Mixing sessions were complicated, especially for those songs more elaborate (“News from the City”, “Goblins”, ..) that occupy 24-track mixer and lead Augusto to madness (Augusto only liked punk music and hated keyboards and effects). The album is enhanced by the participation of Marco Biaritz (young guitarist from Piedmont region, formerly at work with Eros Ramazzotti), which visited Radio Belvedere one morning while Qirsh were recording, and decided to leave an amazing solo in the final of “Goblins “. The day came, and Fabio Caprile delivered the first 100 cassettes ( Qirsh would have personally took care of the distribution in Liguria, while Caprile would have distributed his 100 copies in  Piedmont), but there was a bad surprise: the cassette was recorded entirely in mono, no stereo effects, horrible equalization, and the final explosion that closes the album seemed rather a dull fart. Caprile tried to minimize (“but one doesn’t even realize that it is in ‘ mono’), but soon became convinced that the tapes were to be re-done. The release of “A city for us” in the shops of Liguria and Piedmont was accompanied by advertising posters in color, and a series of radio interviews in the winter of 1997-1998 (Riviera Radio Music, Radio Belvedere, Radio Golfo Ligure, as well as a hilarious episode of “Mr.Rock” at Radio SV Sound, where Qirsh self-presented the show).  During an evening broadcast on the TeleVarazze, Qirsh also experience the thrill of the play-back, with fake microphones and cables that disappear under the carpets .. tragicomic experience.

In 1999 Qirsh want to re-record the entire album, this time for a print on CD and in a greater number of copies, and that summer lock themselves again in the studios of Radio Belvedere for 3 whole weekends, sleeping in the studio.  The album is almost finished, but at that point, not new flooding but thieves came, and stole all the equipment of the study. Luckily, the tapes with the work of Qirsh were found. But where neither Nature nor thieves arrived, Radio Belvedere did:  they failed for bankrupcy, and this closed the chapter of ‘A city for us’ . Today, where once the building and antenna of the Radio stood, there is just a field of grass). There are no news about the famous 100 tapes distributed in Piedmont .. other future material for collectionists!

The years 1998-2001 are certainly the most intense in terms of ‘live’ exhibitions. Almost every week the name or the photo of Qirsh show up in the ‘entertainments’ page of local newspapers. Alassio, Albenga, Camogli, Finale Ligure, with some breaks in Piedmont region (Lurisia, Saliceto, ..).  A potential of three hours of songs by Pink Floyd, Queen, U2, REM, etc. with some acoustic moments and with some own songs (obviously the less appreciated by the audience). Frankly speaking, the ‘technical’ skill didn’t evolve too much since the early years, and the band didn’t get specialized in 1 style ..  but preferred to do a bit of everything, have fun, and be able to play in very different places (from the social center ‘Casbah’ in Savona, to sea resort and restaurants in the coast). In 1999, three notable concerts were performed in Savona: on the ancient Priamar fortress in August, in the public park of Villapiana,  in the central square Piazza Sisto IV on October,23.  Another nice event was the 30minutes performance at the Giuditta Rock cafe’ (famous rock-live disco club in Borgio Verezzi) in July 2000.  At the end of 2000, Piazza Marconi in Savona, playing on the door of a bank as part of the fundraising event ‘Telethon’  (with Pasquale  struggling with the bank’s automatic glass doors). In June 2001, just after celebrating the 100th concert, Qirsh play at night on ‘La Superba’ boat, sailing 2 hours in the ancient port of Genoa (it was not easy to keep the equilibrium .. but the event was very original). A similar equilibrium problem had been experienced few months before, playing on a moving truck during the event ‘Cami-on music’ in Quiliano (SV).

 

In those years Qirsh occasionally had special guests with them on stage:  their friend Andrea Veschi, specialized in singing songs by Ligabue, Max Fattorini (guitarist of Nova Malastrana, an important prog-metal group of the Italian scene,  who joined Qirsh a couple of time), and then the ‘technicians’:   Pierdomenico Mortara as mixer and sound engineer (in theory his only duty was to turn volume up/down based on the Pub’s Owner wishes), Gabriele Folco at the lights and effects  (switching on/off the 3 small colored table lamps purchased at local supermarket).    The ‘stage’ began to be heavy to carry (relying only on 3 small cars..),  big drum set, amplifiers, 2-3 guitars for each guitarist (for example the acoustic guitars that they were always forgetting to tune before the show: ask Michele if he remembers about his intro of ‘Wish You Were Here’  that night at Daubaci club…..)

Shortly, the golden years came to an end.

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